La “Maserati da sbarco”


Un’entrata trionfale alla Biennale, fuoriconcorso, un monumento fantastico all’assenza di limiti quella di Marco Amoretti, 41 anni, il primo uomo ad attraccare a Venezia al volante di un’automobile, dopo aver circumnavigato l’Italia. 

Per far galleggiare una Maserati biturbo dei primi anni 80, pagata 500 Euro, Marco ed un suo amico carrozziere hanno svuotato la carcassa e l’hanno riempita di poliuretano espanso DUNA-Corradini in modo da formare una riserva di galleggiamento all’interno delle lamiere.
Nel cofano ancora e dotazioni di sicurezza, nel bagagliaio le cime da ormeggio e due serbatoi di benzina, fari anteriori e luci di via funzionanti. Nell’abitacolo due volanti: quello di sinistra comanda ancora lo sterzo per le manovre a terra, quello di destra è il timone.  

Il DUNAPOL™ C 045 HL utilizzato da Amoretti per questo progetto è un formulato poliuretanico per colata concepito appositamente per la miscelazione manuale (cioè senza l’ausilio di macchine, quindi con tempi di reazione più lunghi). E’ tra i prodotti più utilizzati nel campo della nautica, del marine e del riempimento boe/salvagenti, proprio grazie alla sue caratteristiche: celle chiuse ed estrema leggerezza unite ad una semplicissima applicazione lo rendono infatti adatto ad una grandissima varietà di lavori e garantiscono struttura ed alta galleggiabilità allo stesso tempo. 

Marco Amoretti è partito con la sua Maserati da sbarco dalla Liguria il 4 Agosto 2015 ed è arrivato ora a Venezia dopo aver circumnavigato l’Italia. Sceso in mare a La Spezia, ha costeggiato la Versilia trainato da un “kite”, un aquilone prestato da un amico, ha risalito l’Arno fino a Pisa e il Tevere fino a Roma. Qui, il suo mezzo sfida la burocrazia: i Vigili del Fuoco lo fermano ma la sua è un automobile quindi chiamano la Stradale. Però la macchina naviga e i poliziotti allertano la Capitaneria di porto. Alla fine si stabilisce che quella cosa è “un natante”, anzi, un’unità sperimentale per uso personale, che non sarà immessa nel mercato UE e quindi non necessita di titoli autorizzati da parte dell’Autorità marittima.

L’automare è salva e può continuare il suo viaggio e viene esposta dall’Ottobre 2015 al Maggio 2016 al Maam, il Museo dell’altro e dell’Altrove.
Quando torna a navigare la Maserati galleggiante è una leggenda, ed a Panarea Marco viene accolto come un eroe. 

“Il giro d’Italia in macchina lo fanno in tanti -si legge sulla pagina Facebook degli Autonauti- ma chi ha mai utilizzato il mare come autostrada? ‘L’Automare’ (questo il suo bizzarro nome) vuole essere un trait d’union tra due mondi contrapposti: la società degli uomini, caotica, costrittiva, da cui spesso si ha voglia di fuggire e lo splendido, libero, anarchico mare! E in mare -sottolineano gli Autonauti- tutto è possibile, persino andare in macchina…La nautica mi snobba perchè la mia non è una barca…non sfido il loro mondo, io sfido il mondo del fantastico!”. 

Il padre di Marco diceva sempre che un uomo deve avere un sogno da realizzare, una specie di melodia sulla quale danzare la sua breve esistenza. Sponsor “per caso” durante il viaggio hanno aiutato Marco a fare il pieno, a riparare il motore, a fare la spesa e sopravvivere comprando i suoi libri e i suoi DVD.

Marco non è nuovo a questo tipo di viaggio: già nel 99 una Passat e una Taurus messe in mare alle Canarie, navigarono per 119 giorni e 6000 km fino alla Martinica.  

Il prossimo progetto di Marco è quello di risalire con la Maserati acquatica il Po ed il Ticino, successivamente il Naviglio ed arrivare infine a Milano. Nel frattempo, gli autonauti vi aspettano alla Biennale e alla Mostra del Cinema di Venezia per idee contatti e propositi!

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